mercoledì 25 giugno 2014

Stati di coscienza, Prime Pratiche – #ArtePerIniziare – Terza Lezione

Dopo le varie premesse, ormai siamo pronti (si spera) a fare qualche concreto passo in avanti. Partiremo dallo scalino basilare su cui si reggono buona parte delle pratiche: la capacità di alterare a piacimento il proprio stato di coscienza.
Cosa vuol dire? Senza dubbio avrete fatto caso che in alcuni momenti il nostro livello di attenzione è più alto che il altri. Per esempio quando stiamo leggendo un bel libro o guardando un film avvincente siamo così immersi da estraniarci del tutto dalla realtà circostante. Alle volte facciamo due (o più) cose contemporaneamente senza problemi, altre siamo così presi da una conversazione che bruciamo il soffritto (o viceversa siamo tanto poco interessati al nostro interlocutore che sentiamo appena quello che dice).
Controllare la capacità di alterare il proprio stato di coscienza significa imparare a focalizzare l’attenzione quando, come e su ciò che si vuole – anche se capiteranno lo stesso quelle volte in cui siamo intenti a leggere ma subentra un altro pensiero, i nostri occhi vedono le parole e poi a metà pagina non abbiamo idea di cosa abbiamo letto.
A cosa serve? Saper alterare il proprio stato di consapevolezza è indispensabile in molte pratiche, e si rivela utile in tanti altri frangenti. La visualizzazione e la meditazione, prime tra tutte, si basano proprio sul saper concentrare l’attenzione al punto di attutire il più possibile gli stimoli esterni.
In altre discipline, quali la divinazione, non si può certo pretendere di ottenere risultati decenti se non ci si sa concentrare. Mentre si è intenti a pregare, a intagliare un materiale o a purificare un oggetto, acquisire un atteggiamento più focalizzato del solito migliora immensamente ciò che siamo intenti a fare, dandogli un valore aggiunto.
Come si fa? Di modi per alterare lo stato di coscienza ne esistono un’infinità: per ogni libro sull’argomento che aprirete, potreste trovare altrettante tecniche. Il punto da tenere ben presente è il seguente: quando vi viene consigliato un certo metodo, non va applicato alla lettera, bensì deve essere un veicolo che vi aiuti a trovare il vostro personale metodo di lavoro. E questo vale per l’argomento che stiamo affrontando come per tutte le cose: non dovete copiare la tecnica, bensì acquisirla, nel senso di plasmarla a vostra immagine e somiglianza.
Qui di seguito vediamo alcuni metodi per imparare a focalizzare la consapevolezza. Come si intuisce dai titoli, sono raggruppati per gradi: semplici, medi, complessi, avanzati e finali – prima di eseguire un esercizio di livello medio, sarebbe meglio essere in grado di padroneggiarne uno di livello semplice, e così via. Tenete presente che con “padroneggiare un esercizio” si intende saperlo mantenere in pratica per almeno un quarto d’ora senza distrazioni.
Ve ne ho proposti diversi per ogni livello poiché comprendo benissimo che un singolo esercizio non può essere idoneo per tutti, quindi se al primo tentativo non ottenete risultati, non scoraggiatevi, andate avanti, provate qualcos’altro.
Non dimenticate, inoltre, che per ottenere risultati concreti è necessario dedicarsi un po’ di tempo ogni giorno, tutt’al più a giorni alterni, o comunque almeno tre-quattro volte a settimana; anche la nostra mente è un muscolo, e per tenerla allenata ci vuole costanza e pazienza.
NB: tutti gli esercizi e le attività che propongo sono da intendere rivolte a persone mentalmente equilibrate e non affette da alcun tipo di disturbo particolare.

Esercizi Semplici

Esercizio A (idoneo per chiunque): sistemati in una posizione comoda – seduti su una sedia, su una poltrona, per terra, a gambe incrociate, coricati, sul letto, sul divano, ecc. – cerchiamo di escludere gli stimoli del mondo circostante e concentrarci su singole cose. La cosa più semplice è partire focalizzandoci sull’udito: cosa sentiamo?, quali rumori ci sono familiari, quali no?, quali sono i più lontani, quali i più vicini? E così via con olfatto, tatto, ecc. All’inizio ci si può sintonizzare su un senso per volta, e mano a mano aggiungere gli altri. Possiamo esercitare i sensi anche aiutandoci con cose specifiche (per esempio per l’olfatto spezie, piante, ecc.). Lo scopo è riuscire ad arrivare a concentrarsi escludendo le distrazioni.

Esercizio B (più indicato alle donne): in luogo tranquillo, mettetevi in una situazione comoda e pensate ad un’azione semplice che avete eseguito di recente (sbucciato la verdura, compilato la lista della spesa, e così via) e visualizzatela ad occhi chiusi. Non è necessario che ricordiate i precisi particolari, lo scopo dell’esercizio è riuscire a visualizzare voi stessi nella posizione in cui vi trovavate eseguendo quell’azione.

Esercizio C (più consigliato ai maschi): sempre sistemati in una posizione comoda in un luogo tranquillo, osservate attentamente un oggetto dalle forme semplici (una mela, una lampadina, una pietra, ecc.), e cercate di rievocarlo ad occhi chiusi da tutte le sue angolazioni. Se sentite la necessità riaprite gli occhi per rivedere l’oggetto, comunque lo scopo dell’esercizio è arrivare a visualizzarlo tenendo gli occhi chiusi.


Esercizi Medi

Esercizio D (idoneo per tutti): nella vostra posizione comoda nel vostro luogo tranquillo, chiudete gli occhi e cercate di escludere tutti gli stimoli esterni. Per aiutarvi, concentratevi sul punto della fronte in mezzo ai vostri occhi e sforzatevi di annullare tutto il resto. Se avete bisogno di un aiuto in più, potete aiutarvi ad isolare l’olfatto con un leggerissimo incenso e l’udito con una musica soft.

Esercizio E (idoneo per tutti): nella vostra posizione comoda nel vostro luogo tranquillo, prendete a fissare un'immagine complessa, come un mandala, seguendone gli intrecci fino a cadere in uno stato di trance.

Esercizio F (risulterà più facile alle donnine): durante la giornata, scegliete un momento in particolare e memorizzate più dettagli possibile; in un secondo momento, come avete fatto per l’esercizio B, mettetevi in una posizione comoda in un luogo tranquillo e ad occhi chiusi ripercorrete l’evento. Non pretendete troppo dalla vostra memoria, ma date il meglio di voi stessi.

Esercizio G (risulterà più facile agli ometti): ricalcate l’esercizio C, ma scegliendo oggetti dalle forme più contorte, e progredendo con la pratica più di uno.

Per aggiungere un sovrappiù agli esercizi, praticateli anche in posizioni diverse da quelle che assumete di solito e in situazioni meno “tranquille”.


Esercizi Complessi

Esercizio H (per tutti): dopo che con il metodo che avete imparato avrete escluso tutti gli stimoli esterni (sempre in una posizione comoda in un luogo tranquillo, eventualmente aiutandovi con  incenso e musica), visualizzatevi in un luogo che conoscete che vi evochi sensazioni positive (il vostro parco preferito, la spiaggia, il lago, la montagna) e colmatevi della sensazione di pace che vi dà.

Esercizio I (femmine): visualizzatevi compiendo un’azione che conoscete ma che non avete compiuto di recente (per esempio sistemare la vostra libreria).

Esercizio J (maschi): scegliendo un oggetto, visualizzatelo nel suo contesto (per esempio se si tratta di un libro particolare, visualizzatelo nella vostra libreria, sul suo scaffale, con quali libri vicino, quali soprammobili, ecc).

Di nuovo, per aggiungere un sovrappiù agli esercizi, praticateli anche in posizioni diverse da quelle che assumete di solito e in situazioni meno “tranquille”.


Esercizi Avanzati

Esercizio K (per tutti): eseguite la visualizzazione dell’escludere gli stimoli esterni e del luogo “di pace” in un posto naturale all’aperto, si tratti del giardino di casa, del parco cittadino (o se siete fortunati sulla spiaggia, in riva ad un fiume), seduti a terra con la schiena contro un albero.

Esercizio L (donne): visualizzate di compiere un’azione che non avete mai fatto, e anche qui non è necessario che sia reale (trovare un tesoro in cantina, volare sopra la vostra città, ecc).

Esercizio M (uomini): visualizzate creature vive nel loro contesto (es un leone nella savana) o qualcosa che non avete mai visto (es una grotta di stalattiti).

Per aiutarci maggiormente, possiamo provare ad eseguire le meditazioni anche ad occhi aperti.


Esercizi finali

Il luogo di pace”: qualsiasi linea di esercizi abbiate eseguito, concentratevi sul luogo di pace: elaborate il vostro e meditate su di esso, visualizzandovi in questo luogo, semplicemente seduti a contemplarlo, o esplorandolo, eccetera. Come al solito non è necessario che sia un luogo reale, può essere un lago in cima ad un monte, può essere di giorno o di notte, con la pioggia o con il sole. Fondamentale è la sensazione di positività che si trae da questa meditazione, e una volta imparata può essere messa in atto in qualsiasi momento, usufruirne tutte le volte che ne sentite il bisogno. Utile può essere anche abituarsi ad eseguirlo da più posizioni e in più luoghi.

Grounding”: meglio se all’aperto, seduti a terra, chiudete gli occhi e concentratevi come avete imparato. Visualizzate radici che spuntano dalla vostra spina dorsale sprofondando nella terra e rami che escono dalla vostra testa e dalle vostre spalle proiettandosi verso il cielo. Visualizzate di trarre nutrimento dalla terra e dall’aria esattamente come le piante. Questo esercizio, tanto importante quanto la visualizzazione del luogo di pace, spesso è consigliato eseguirlo spesso, in quanto ci aiuterebbe ad equilibrare le energie del corpo e purificarci dalle negatività.


Nel corso del tempo potrebbero venire aggiunti nuovi esercizi.
Inoltre ricordate sempre che potete usare ciò che leggete come base per elaborare esercizi vostri, o combinare più tipi di esercizi per crearne di nuovi.


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