giovedì 9 agosto 2012

Le Stelle Cadenti, spettacolo magico della Natura tra Tradizione ed esoterismo

Visto l'imminente evento delle stelle cadenti, non potevo non creare un post ad hoc.
Dal punto di vista scientifico, le «Perseidi», o «Lacrime di San Lorenzo» sono particelle grandi come un granello si sabbia. Le «stelle cadenti», dette anche «lacrime di San Lorenzo», si verificano ogni anno quando la Terra attraversa una nube di polveri lasciata dal passaggio della cometa Swift-Tuttle, che ha un nucleo di circa 10 chilometri e il cui ultimo passaggio intorno al Sole è avvenuto nel 1992, mentre il prossimo è previsto nel 2126.
Il nome più «scientifico» delle stelle cadenti è quello di Perseidi perchè sembrano provenire da un punto della volta celeste, detto «radiante», situato poco sopra la costellazione di Perseo. Le prime osservazioni dello sciame delle Perseidi furono fatte dai Cinesi nel 36 d.C..
Le Perseidi sono note come «Lacrime di San Lorenzo» perchè anticamente il momento di picco era collocato intorno al 10 agosto, ma per effetto della precessione degli equinozi si è spostato nel corso dei secoli di circa due giorni in avanti. Il picco di visibilità è quindi di solito concentrato attorno al 12 agosto, con una media di circa un centinaio di scie luminose osservabili ad occhio nudo ogni ora dalla Terra. La visibilità teorica va però dalla fine di luglio fino in genere oltre il 20 agosto.
Le stelle cadenti sono in realtà piccole particelle, della dimensione di un granello di sabbia che si consumano diventando polvere finissima alla velocità di qualche decina di chilometri al secondo. Il loro passaggio produce una spettacolare scia luminosa.
Qualche volta capita che entrino nell'atmosfera dei frammenti più grandi del solito: l' effetto è la visione di un vero e proprio «bolide», più luminoso di tutte le stelle, un punto colorato che solca il cielo liberando vari colori, le cui forme e lunghezze persistono per molti minuti.
Per vederle al meglio la soluzione migliore è andare in alta quota, ad almeno 100 chilometri dalla città. Tuttavia, chi non vuole spostarsi troppo da casa deve almeno cercare di evitare qualsiasi fonte di inquinamento luminoso. La spettacolo migliore lo si osserva al tramonto della luna, dopo mezzanotte, e guardare a nord nord-est, fra la costellazione di Cassiopea, a forma di W, e quella di Perseo.
Nell’Ottocento il massimo della loro visibilità coincideva con il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, ma in realtà le “lacrime” sono visibili dalla fine di luglio e con il passare del tempo il radiante si è spostato al 12 agosto ed in realtà per avere la massima vivibilità nella caduta delle stelle si dovrà attendere il 12 agosto tra le 13.30 e le 16, quindi invisibile per noi, sarà meglio allontanarsi dalla città e guardarle la notte tra l’11 e il 12.


Culturalmente, invece, la pioggia di stelle è stata elaborata in modo più poetico e con miti e leggende .
Uno tra i più comuni è quello che si riferisce a San Lorenzo, difatti il 10 agosto è dedicato al martirio di San Lorenzo, e le stelle cadenti sono viste come le lacrime versate dal santo durante il suo martirio, che vagano eternamente nei cieli e scendono sulla terra solo il giorno in cui Lorenzo morì, creando un’atmosfera magica e carica di speranza.
Così, nella tradizione, chi la notte di San Lorenzo ricorda il santo ed il suo sacrificio, alla vista di una stella cadente esprime un desiderio vedrà esaudito ciò che chiede.
Nel Medioevo, la scia luminosa causata dalla caduta delle stelle è stata messa in relazione con il viaggio dei defunti, in altre parole fu interpretata come un movimento ascendente, discendente o semplicemente di mutamento di luogo, compiuto dalle anime dei trapassati.
Nell’antica Sparta, invece, la visione di una stella cadente aveva un significato politico, infatti ogni nove anni i magistrati scrutavano il cielo: l’eventuale caduta di una stella era interpretato come segno sfavorevole degli dei nei confronti del Re, che veniva deposto. L’aspetto religioso, poi, appare in diverse tradizioni.
Nella letteratura dell’antica India, le stelle cadenti sono paragonate a demonesse dai capelli discinti e, la più recente visione degli indù, pare sia quella di ritenere, ogni stella cadente, un’anima che ridiscende sulla terra per reincarnarsi.
Gli antichi abitanti dell’Iran, di religione zoroastriana descrivono le malevolenze delle stelle cadenti e la loro sconfitta per mano del dio Sirio nella costellazione del Cane Maggiore. Gli abitanti dell’Iran credevano che la vita del cosmo fosse dominata dalla contrapposizione l’ordine cosmico e la verità ed il principio del caos e della menzogna, la stessa contrapposizione che si trova nei Veda indiani. Il dio unico e garante dell’ordine era Ahura Mazda, il suo antagonista era Angra Mainyu che aveva scelto la via oscura e che operava per sconvolgere il creato, portandovi morte e distruzione. I Persiani non poterono evitare di compiere speculazioni sulla volta celeste, poiché, secondo la cosmologia zoroastriana, l’ordine cosmico è rappresentato dalle stelle fisse, la cui luce si contrappone a quella del Maligno.
Queste stelle erano considerate come divinità minori ed erano poste nel cielo più basso, mentre il Sole e la Luna erano collocati nei cieli superiori, più vicini al paradiso. Il movimento disordinato ed imprevedibile delle stelle cadenti, indusse gli zoroastriani a credere che esse appartenessero alla schiera delle forze demoniache scagliate dal maligno. Così alle stelle cadenti assegnarono il nome di “streghe” o di “stelle verme. Il compito di sconfiggere le streghe e proteggere gli uomini fu attribuito a Sirio che con la sua precisione nello scoccare frecce contro le forze demoniache delle stelle fecero ritirare in una fuga.

Comunque la si voglia mettere, credo che sia uno spettacolo affascinante. Perciò tutti puntati con gli occhi al cielo :D

fonte web

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